La Caritas a Livorno

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CARITAS  A LIVORNO

La Caritas parrocchiale è l’organismo pastorale istituito per animare la parrocchia, con l’obiettivo di aiutare tutti a vivere la testimonianza e l’attenzione agli altri non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria, della Chiesa. Infatti per i cristiani vivere la carità significa concretizzare l’insegnamento del Vangelo nella vita di tutti i giorni, aiutando gli altri attraverso l’ascolto e la condivisione di ciò che si possiede.

L’idea stessa di Caritas parrocchiale esige, pertanto, una parrocchia “comunità di fede, preghiera e amore”. Questo non significa che non può esserci Caritas dove non c’è “comunità”, ma si tratta piuttosto di investire, le poche o tante energie della Caritas parrocchiale nella costruzione della “comunità di fede, preghiera e amore”. Come se la testimonianza comunitaria della carità fosse insieme la meta da raggiungere e il mezzo, (o almeno uno dei mezzi), per costruire la comunione… un esercizio da praticare costantemente!

La Caritas parrocchiale, è costituita da un gruppo di persone (ma nelle piccole comunità può trattarsi anche di una sola persona) che aiuta il parroco sul piano dell’animazione alla testimonianza della carità più che su quello operativo di servizio ai poveri. L’obiettivo principale è partire da fatti concreti – bisogni, risorse, emergenze – e realizzare percorsi educativi finalizzati al cambiamento concreto negli stili di vita ordinari dei singoli e delle comunità/gruppi, in ambito ecclesiale e civile (animazione).

LO SPRECO

I dati sullo spreco alimentare in Italia lasciano senza parole: dagli studi degli esperti emerge il ritratto di un paese che sperpera risorse preziose in tutti i paesaggi della catena della produzione e del consumo. Dalla terra alla tavola, passando per la distribuzione. Naturalmente prima degli sprechi in tavola, c’è un intera filiera segnata da perdite, con il 25% della frutta e della verdura gettata e prima di arrivare alle nostre case e migliaia  di tonnellate di prodotti non raccolti. Poi, gli avanzi di mense scolastiche e aziendali.

Tutto ciò, tenendo presente anche il fatto che il cibo, che si  decompone in discarica, produce gas e quindi contribuisce al riscaldamento globale. Su questo fronte sta lavorando il parlamento europeo, con la risoluzione in materia dell’eurodeputato Salvatore Caronna, approvata dai parlamenti a larga maggioranza. Tra le questione affrontate nel documento, anche quella del tempo di vita di un prodotto.

Si chiede, ad esempio, di affiancare all’attuale scadenza commerciale una  scadenza per la salute e per i favori. Ma c’è anche attenzione agli imballaggi con la richiesta di puntare su innovazioni che permettono di ridurre l’utillizzo di plastica e cartone. L’iniziativa spetta ora alla commissione,da cui si attende una direttiva per ridurre gli sprechi del 50% entro il 2025.

Blocco notes e penna prima di fare la spesa, per comprare solo il necessario, congelare quando il cibo è in eccesso fantasia per recuperare gli avanzi e se è ormai troppo tardi, per chi ha un giardino, ci si può cimentare nel compostaggio domestico.