Contro le chiusure supera il muro

Contro le chiusure supera il muro” era l’invito che i ragazzi della 3°A della scuola secondaria di primo grado di Predazzo avevano rivolto a genitori e cittadini, chiamati a raccolta alle 12.15 di ieri mattina davanti alla scuola. E il muro dell’egoismo i ragazzi, come previsto, l’hanno costruito e abbattuto, in un’aula della scuola anziché nel piazzale, a conclusione di un progetto condiviso con ragazzi di diversi paesi, dalla Spagna al Cile. Un progetto promosso da Amnesty International e Oxfam. “I ragazzi hanno letto testimonianze e visionato video che li hanno stimolati a riflettere e a lavorare anche in classe, condividendo online le loro riflessioni” ha spiegato la prof. Cristina Scagliotti. Il muro è stato abbattuto contemporaneamente in tutte le classi aderenti al progetto dopo che i ragazzi hanno letto le testimonianze di ragazzi somali, sudamericani, siriani. Grande dibattito in classe sul commercio delle armi. “L’Europa è ipocrita”, ha detto Marianna, perché vende le armi, ma poi non accoglie chi scappa dalle guerre. Tra l’altro i ragazzi della 3° hanno fatto anche una ricerca linguistica sulle parlate dei diversi paesi e per dare concretezza al loro progetto sono andati a Torino all’”arsenale della pace”, luogo di accoglienza metropolitana dove hanno aiutato i volontari a smistare gli abiti e ad altri lavori di fatica. “I temi dell’immigrazione dell’accoglienza e dell’integrazione sono una sfida che chiede una risposta e che ci impegna in un progetto comune” ha ricordato la dirigente Candida Pizzardo che ha ringraziato i ragazzi e le insegnanti Francesca Carloni e Cristina Scagliotti “è il punto di inizio in direzione di un impegno vero una società fondata sulla pace e la tolleranza”. La prof. Scagliotti ha riassunto e collegato con abilità gli interventi dei ragazzi, alcuni dei quali hanno illustrato il loro pensiero con semplici, ma significativi, disegni. Tutti gli studenti hanno comunque fatto la loro parte. Anche Riccardo l’ingegnere che il muro l’ha progettato e il demolitore che con una certa perentorietà e senza molto tergiversare, l’ha demolito. Il risultato? una breccia di speranza se è vero, come ricordava un libro per bambini, che i muri separano, ma le singole pietre uniscono. I ragazzi e i loro genitori hanno quindi visitato la mostra dal titolo “il muro” allestita dalla biblioteca nella sala riunioni e corredata da una bibliografia ragionata, anche per fasce d’età, che aiuta a scoprire racconti, romanzi, saggi e film sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza. Libri e DVD saranno esposti nei prossimi giorni in biblioteca e saranno comunque sempre disponibili al prestito.

NUESTRA REFLEXIÓN.

Para reflexionar un poco más sobre la historia de Villatopo y Villatortuga, y sobre los muros en general, os propongo un juego que quizás ya conocéis: el juego de la cadena. Tendremos que ir al patio. Necesitamos espacio porque vamos a tener que correr mucho. Para empezar, dos o tres niños o niñas se colocarán en el centro de la pista cogidos de la mano, formando una cadena, y vamos a imaginar que es el muro que separa a Villatortuga de Villatopo. Los demás tendréis que ir a un lado y a otro, y seréis los habitantes de ambos pueblos. Vuestro objetivo será cruzar el muro sin que os pillen los que forman la cadena  el muro.

Nos hemos sentido mal por no poder pasar al otro lado del muro, nerviosos y alterados porque no lo conseguíamos ya que cada vez era más difícil.Nos ha gustado mucho el juego  y nos ha ayudado a entender mejor la historia.